Stefano Epifani su l’Unità: Politici in Rete? Pochi dialogano come potrebbero

Stefano Epifani su l’Unità: Politici in Rete? Pochi dialogano come potrebbero

Facebook, quasi tutti i politici lo conoscono ma se possono lo evitano”. Oggi su l’Unità Stefano Miliani sintetizza così le parole di Stefano Epifani, che in un’intervista anticipa i contenuti del suo intervento, previsto per domani a Firenze in occasione di Frattocchie 2.0.

Uno scenario fatto di poche luci e molte ombre quello che definisce il rapporto tra la politica e la Rete e che sarà al centro dell’intervento di domani.
Dietro dati apparentemente incoraggianti, spiega Epifani, si celano presidi su Facebook abbandonati, oppure siti di sindaci il cui ultimo aggiornamento risale al giorno in cui son stati eletti. Poi più nulla. Le ragioni risiedono in un approccio inadeguato ed opportunistico a questi strumenti, che spinge gran parte dei politici ad intraprendere una conversazione per concluderla una volta raggiunti i propri obiettivi elettorali, oppure ad evitarla completamente. È il caso di molti parlamentari ai quali, spiega Epifani, in fondo non conviene rischiare. Con il sistema delle liste bloccate non hanno motivo di interfacciarsi con i cittadini, che non esercitano alcuna influenza. Insomma, “pochi dialogano come potrebbero”.

Il testo integrale dell’intervista è qui.

 

Stefano Epifani su La Repubblica: I comuni devono capire cos’è veramente l’amministrazione 2.0

Stefano Epifani su La Repubblica: I comuni devono capire cos’è veramente l’amministrazione 2.0

I Comuni italiani hanno compreso le logiche del Web 2.0 e si stanno muovendo nella giusta direzione nell’ambito della comunicazione e – più in generale – della gestione dei rapporti con il cittadino? Su questo tema è stato interpellato in una recente intervista su La Repubblica Stefano Epifani, che ha posto l’accento sul concetto di “amministrazione 2.0″: un modello di democrazia partecipativa dal quale soprattutto le realtà locali potrebbero trarre giovamento.

Di seguito l’intervista completa.

Udine ha appena lanciato un servizio basato sulle logiche del Web 2.0: quella della provincia friulana è un’ eccezione?
«No, ci sono diversi comuni che stanno percorrendo questa strada, per esempio Torino ha fatto cose analoghe, la situazione è variegata, sia al nord che al sud, anche diverse municipalizzate si stanno muovendo».

Basta la tecnologia a cambiare la vita di una città?
«No, alla base del cambiamento c’ è una questione di filosofia, di cultura, i Comuni non si devono limitare a dare dei servizi ma devono capire le dinamiche, capire cos’ è veramente l’ amministrazione 2.0. E questo non sempre accade».

Che cos’è, quindi, l’amministrazione 2.0?
«È un modello di democrazia partecipativa, questo è il cuore del cambiamento, il suo valore aggiunto, il web deve dare la possibilità ai cittadini di partecipare alle scelte del Comune. Invece spesso la Rete è vista dalle amministrazioni, come dai politici, solo come un nuovo canale da colonizzare, stessa cosa accade con i social network considerati essenzialmente come una vetrina».

Ci vuole prima una rivoluzione culturale?
«Deve andare di pari passo con la rivoluzione tecnologica. Il 2.0 è un canale d’ ascolto, va usato non solo per comunicare a senso unico ma per interagire. E su questo fronte siamo solo all’ inizio».

 

Convegno – Comunicazione politica: costruire il consenso nell’era del Web2.0

Convegno – Comunicazione politica: costruire il consenso nell’era del Web2.0

Costruire il consenso nell’era del Web2.0” è il titolo del convegno organizzato da Info e dall’Istituto di Studi Politici S. Pio V il prossimo 23 giugno a Roma, presso la sala della Mercede a Palazzo Marini (Ore 15.00 – 18.00).

Scopo del convegno è duplice:

  • in primo luogo, si vuole stimolare e arricchire la riflessione su come l’inarrestabile diffusione di Internet generi nuove dinamiche di creazione del consenso in ambito politico.
  • In secondo luogo, l’evento sarà occasione per presentare due testi. Un manuale ad uso e consumo di chi si occupa di comunicazione politica: il “Manuale di comunicazione politica in Rete – Costruire il consenso nell’era del Web2.0”, basato sulle ricerche dell’Osservatorio Vox Politica e scritto da Stefano Epifani, Alessio Jacona, Roberto Lippi e Magda Paolillo per l’Istituto di Studi Politici San Pio V (il testo è disponibile per il download gratuito qui). Un testo universitario: “Le Reti della Comunicazione Politica“, a cura di Alberto Marinelli ed Elisabetta Cioni per Firenze University Press.

Il tema dell’incontro
Portali, Blog, Social Network erano fino a pochi anni fa fenomeni e strumenti riservati ad un ristretto numero di addetti ai lavori. Oggi invece sono entrati a pieno titolo nella vita quotidiana di milioni di persone: la Rete ha attuato un processo di rimediazione degli strumenti di comunicazione, trasformando l’utente da spettatore/lettore in vero e proprio inter-attore, mutando ineluttabilmente il modo stesso di fare comunicazione.

Un cambiamento epocale che interessa direttamente anche la comunicazione politica. In primo luogo perché l’utente si aspetta un vero rapporto di scambio con i propri referenti politici; in secondo luogo perché i politici stessi, se consapevoli e capaci di confrontarsi con questo fenomeno, possono disporre di un potenziale immenso.

Per chi fa politica, dunque, “abitare la Rete” rappresenta oggi non solo una grande opportunità, ma anche una necessità confermata nel corso delle recenti elezioni Amministrative: durante quest’ultime abbiamo infatti visto come, forse per la prima volta in Italia, Internet abbia svolto un ruolo determinante nello sviluppo della campagna elettorale.

Siamo insomma di fronte a una realtà in rapida evoluzione e non priva di forti contraddizioni, dove ricerche come quella recentemente pubblicata dall’osservatorio Vox Politica evidenziano contemporaneamente una crescente presenza online dei politici, e il loro ritardo nell’acquisire le competenze necessarie a gestire la comunicazione politica nel nuovo contesto digitale.

Come superare l’impasse che ne deriva?

Ne parliamo il prossimo 23 giugno dalle 15.00 alle 18.00 nella Sala della Mercede presso Palazzo Marini.

 

– NB: per motivi di sicurezza, l’accesso alla Sala della Mercede sarà consentito solo agli utenti registrati sulla pagina ufficiale dell’evento. –

 

Programma evento:

Apre i lavori: Antonio Iodice – Presidente Istituto San Pio V

Intervengono:
- Stefano Epifani (Autore) – Docente Sapienza
- Alessio Jacona (Autore) – Partner Info.it
- Roberto Lippi (Autore) – Partner INNItaly
- Alberto Marinelli (Autore) – Docente Sapienza
Moderatore: Antonio Sofi – Autore Televisivo

Panel: la Rete vista dalla politica
Mario Prignano (TG1) intervista:

  • Antonio Palmieri – Responsabile Comunicazione PDL
  • Enrico Letta – Vicesegretario del PD

Panel: la politica vista dalla Rete
Jaime D’Alessandro (Repubblica) intervista:

  • Luca Colombo – Country Manager Facebook Italia
  • Stefano Maruzzi – Country Manager Google Italia
  • Pier Luigi Dal Pino – Direttore Centrale per le Relazioni Istituzionali e Industriali di Microsoft Italia

Per partecipare al convegno è necessario registrarsi sulla pagina ufficiale.

Infografica: Amministrative 2009-2011, presenza e attività online dei politici italiani a confronto

Crescono la presenza e l’attività dei politici italiani in Rete. Lo rivela una ricerca condotta dall’osservatorio Vox Politica focalizzata sulle attività di comunicazione online dei candidati alle Amministrative 2011. Dallo studio, giunto alla sua seconda edizione e sintetizzato in una infografica che ne mette a confronto i risultati con le rilevazioni relative al 2009 (disponibile dopo l’interruzione), emerge un dato su tutti: il 58% dei candidati sindaco è presente online, con un incremento di ben 30 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione del 2009. E tra i Comuni Capoluogo, nel 2011 i candidati sindaco presenti in rete superano addirittura l’88%, con un aumento di 21 punti rispetto al 2009.

Secondo Stefano Epifani, docente di Tecnologie della comunicazione applicate all’impresa presso l’università La Sapienza e direttore della ricerca, «le rilevazioni relative a questa tornata elettorale – messe a confronto con quelle eseguite in occasione delle Amministrative 2009 – mostrano come pian piano anche i politici (dopo gli elettori) si stiano finalmente avvicinando agli strumenti conversazionali presenti in rete e, faticosamente, ne stiano facendo proprie le differenti regole di comunicazione».

Se ne parla su:

- L’Espresso.it: “Il sindaco? Pazzo per i social network
- Lettera43: “Se la sinistra è social
- Affari Italiani: “Elezioni amministrative, boom di social network, giù i blog. E il centrosinistra batte il centrodestra”
- Terra: “Cinguetta e naviga. La politica scopre il web
- SkyTg24.it: “Caccia all’ultimo voto: i politici si scoprono ‘social’

Infografica Amministrative 2009-2011-issuu1